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Filtro passa basso attivo per subwoofer

Realizzazione del circuito Figura 1: Il circuto stampato del filtro passa basso attivo per subwoofer.

In questo articolo viene descritto un semplice filtro passa basso attivo del secondo ordine con frequenza di taglio regolabile tra 20 Hz e 200 Hz. Il circuito, che utilizza un'alimentazione singola, lavora su segnali audio di bassa potenza (livelli di linea) ed è stato pensato come elemento filtrante prima di un amplificatore collegato a un subwoofer. Il progetto è basato sulla tradizionale Cella Sallen-Key, che offre semplicità di calcolo e realizzazione a discapito di un fattore di qualità non elevato. Un'alternativa più rapida a questo circuito è il Filtro passa basso passivo per subwoofer.

1 - Caratteristiche del circuito

schema filtro passa basso Figura 2: Circuito del filtro passa basso

Il comportamento del filtro è stato verificato sia mediante una simulazione con LTSpice che mediante una misura grossolana con una scheda audio del PC e il software Visual Analyser. Di seguito sono riportati i moduli delle funzioni di trasferimento del filtro nel caso di potenzionmetro impostato sulla frequenza di taglio minima (Figura 3), e massima (Figura 4). Si può notare come le due curve siano sostanzialmente coincidenti, salvo alle alte frequenze, dove la scarsa sensibilità della scheda audio e la sua rumorosità non permettono una misura precisa. La pendenza resta sempre di -40dB / decade, grazie al secondo ordine del filtro.

Frequenza di taglio minima misurata Figura 3: Risposta in frequenza del circuito nel caso di frequenza di taglio di 20 Hz. Le curve sono state ottenute mediante simulazione con LTSpice e mediante misura sul circuito reale con una scheda audio del PC e il software Visual Analyser. Lo scostamento tra le due curve alle alte frequenze è dovuto alla scarsa sensibilità e alla rumorosità della scheda audio. In ascissa è riportata la frequenza in coordinate logaritmiche.
Possiamo notare come, nel caso in cui la frequenza di taglio valga 20 Hz, il picco di risonanza sia assente; tale picco compare invece quando ft = 200 Hz; ciò è coerente con il procedimento di progetto illustrato nella sezione 2, dato che la disequazione che ne garantisce l'assenza è stata valutata in RP = Rtot, e dunque per ft = 20 Hz. Il picco di risonanza è tuttavia accettabile.
Risposta a 200 Hz Figura 4: Risposta in frequenza del circuito nel caso di frequenza di taglio di 200 Hz. Le curve sono state ottenute mediante simulazione con LTSpice e mediante misura sul circuito reale con una scheda audio del PC e il software Visual Analyser. Lo scostamento tra le due curve alle alte frequenze è dovuto alla scarsa sensibilità e alla rumorosità della scheda audio. In ascissa è riportata la frequenza in coordinate logaritmiche.

Una nota negativa del filtro è la sensibilità mal distribuita del potenziometro: una variazione lineare della sua resistenza non corrisponde a una variazione lineare della frequenza di taglio. Di seguito, per completezza, è riportata la frequenza di taglio in funzione della resistenza del potenziometro:

Variazione della frequenza in funzione del potenziometro Figura 5: Variazione della frequenza in funzione del potenziometro.

2 - Note costruttive

La realizzazione del circuito non presenta particolari difficoltà, dato che utilizza componenti molto diffusi ed è di dimensioni e complessità ridotte. La scheda mostrata nella figura 1 è di dimensioni 4cm x 5cm, ed è quindi un sottomultiplo dello Standard europeo Eurocard, che prevede schede di dimensioni di 160mm x 100mm. I connettori sono tre: l'ingresso del segnale audio, l'uscita del segnale audio e l'alimentazione.

Scarica il progetto completo in KiCad (68.3Kb)
Scarica lo schema, la scheda elettronica, i file gerber e i pdf per questo progetto.
Serigrafia e circuito stampato Figura 6: Serigrafia e circuito stampato del filtro passa basso.

3 - Modifica per ingresso stereo

Il circuito è stato progettato inizialmente per avere un ingresso mono. Le frequenze più basse sono infatti normalmente uguali sul canale destro e sul canale sinistro dei segnali stereo, in quanto il nostro orecchio non ne distingue la provenienza spaziale. Per lo stesso motivo si è soliti avere due casse, una a destra e una a sinistra, per riprodurre le frequenze medie e alte, ma un solo subwoofer in posizione centrale. Viste le richieste nei commenti a questo articolo, vengono proposte due soluzioni:

  • Collegare all'ingresso del filtro solo il canale sinistro (canale L), dato che i segnali bassi sono uguali su entrambi i canali;
  • Eseguire la modifica circuitale proposta in Figura 7;

La modifica circuitale prevede che la resistenza di ingresso Rz e il condensatore CP1 non vengano saldati, e al loro posto siano collegate due resistenze con il doppio del valore, insieme al relativo condensatore di disaccoppiamento.

Modifica per ingresso stereo Figura 7: La modifica da apportare all'ingresso del circuito per poter cambiare l'ingresso da mono a stereo. Rz e CP1 devono essere sostituiti da due resistenze in parallelo con il doppio del valore, con i relativi condensatori di disaccoppiamento.

4 - Il progetto: lo stadio di disaccoppiamento e polarizzazione

Il primo stadio del circuito è un amplificatore non invertente, che si occupa di disaccoppiare le tensioni in ingresso al filtro e di polarizzare il segnale sommandovi metà della tensione di alimentazione. Il circuito tradizionale di una amplificatore non invertente prevede che VIN sia collegata direttamente al piedino non invertente dell'operazionale; in tal caso il guadagno è: Latex: V_{OUT} = \left(1+\dfrac{R_f}{R_g}\right) V_{IN1} In questo caso VIN è la tensione dopo la rete resistiva formata da R1, R2 e Rz. Per calcolare VIN1 possiamo usare la sovrapposizione degli effetti, seguendo un procedimento analogo a quello utilizzato per dimensionare la polarizzazione dei transistor BJT. La tensione sarà dovuta alla somma di due contributi: la componente V1IN dovutoa alla tensione in ingresso VIN e la componente V1alim dovuta alla tensione di alimentazione Valim: Latex: V_{IN1} = V^{1}_{IN} + V^{1}_{alim}

Per determinare il contributo V1alim consideriamo il condensatore CP1 come un circuito aperto, dato che Valim è una tensione continua: Latex: V^{1}_{alim} = \dfrac{R_2}{R_1+R_2} V_{alim} Mentre per determinare il contributo V1IN consideriamo Valim = 0V e quindi sostituiamo all'alimentazione un corto circuito (come vuole il metodo della sovrapposizione degli effetti): Latex: V_{IN}^{1} = {\dfrac{R_1 || R_2}{R_1 || R_2 + R_z}} V_{IN} Unendo i due risultati otteniamo: Latex: V_{IN1} ~=~ \dfrac{R_2}{R_1+R_2} V_{alim} +  \dfrac{R_1 || R_2 }{R_1 || R_2 + R_z}  V_{IN}

Il guadagno del dell'amplificatore non invertente è indipendente dalle resistenze che compaiono nell'espressione di VIN1, e quindi possiamo porlo per comodità pari a una costante: Latex: \alpha~=~\left(1+\dfrac{R_f}{R_g}\right) Il guadagno complessivo dello stadio non invertente sarà quindi: Latex: V_{OUT} = \alpha {\dfrac{R_2}{R_1+R_2}} V_{alim} + \alpha {\dfrac{R_1 || R_2 }{R_1 || R_2 + R_z}} V_{IN}

4.1 - Scelta dei valori dei componenti

Per determinare i valori dei componenti, possiamo effettuare alcune considerazioni: imponiamo che la tensione VIN sia riportata uguale all'uscita; per polarizzare correttamente il segnale è necessario che a VIN sia sommata metà della tensione di alimentazione; infine, scegliamo α = 2, dato che ci permette di utilizzare RF = RG. Scriviamo quindi un sistema formato dai guadagni di VIN e Valim: Latex: \begin{cases} \alpha\dfrac{R_1 || R_2 }{R_1 || R_2 + R_z} = 1 \\\\[1em] \alpha\dfrac{R_2}{R_1+R_2} = \dfrac{1}{2} \\\\[1em] \alpha=2 \end{cases} Da cui otteniamo: Latex: R_z = \dfrac{3}{4} R_2 ~~~~ R_1 = 3 R_2 Infine, la resistenza di ingresso del circuito vale: Latex: R_{IN} = R_z + R_1 || R_2 ~=~  2 R_2 Scegliendo R2 = 33 KΩ e tenendo conto delle approssimazioni della serie E12 si ottengono valori ragionevoli: R1 = 100 KΩ, Rz = 22 KΩ, Rin = 63 KΩ.

4.2 - I condesatori di disaccoppiamento

Il condensatore CP1 serve a bloccare la corrente di polarizzazione del circuito, in modo che questa non fluisca nel dispositivo collegato all'ingresso. Realizza cioè un filtro passa alto, la cui frequenza di taglio vale: Latex: f_t = \dfrac{1}{2 \pi R_{IN} C} Imponiamo che la frequenza di taglio di questo filtro sia molto più piccola della frequenza di lavoro minima del circuito, ad esempio 1Hz. Ricordando che Rin = 66 KΩ, otteniamo C = 2.5 uF. Il condensatore da 47 uF è dunque più che adeguato a garantire il disaccoppiamento. Analoghe considerazioni possono essere fatte per CP2 sostituendo a Rin la resistenza di carico; tale resistenza sarà altrettanto elevata, dato che corrisponderà all'ingresso di un amplificatore.

5 - Il progetto: il filtro

Lo stadio successivo è il filtro vero e proprio. Per il calcolo della sua funzione di trasferimento esistono numerose dimostrazioni in rete, tra cui quella su Wikipedia in Cella Sallen-Key. Si ottiene: Latex: H(s)~=~\dfrac{1}{ C_1 C_2 (R_A + R_P) R_B \cdot s^2  + C_2  ( R_A+R_P + R_B)\cdot s + 1} dove RP è il valore assunto dal potenziometro P1. Analizzando questo polinomio è possibile estrarre alcune espressioni matematiche che aiuteranno in fase di progetto.

5.1 - Equazioni di progetto

Se il denominatore ha due poli reali, il diagramma di Bode della funzione di trasferimento inizierà a decrescere in corrispondenza del primo polo con pendenza di -20dB/decade, e poi, in corrispondenza del secondo polo, con pendenza di -40dB/decade. Se invece il denominatore possiede due poli complessi coniugati, vi sarà un'unica frequenza di taglio, in corrispondenza della quale si avrà subito un asintoto con pendenza di -40 dB/decade. E' questa la condizione migliore per il filtro. Affinchè si verifichi, è necessario che il determinante del denominatore sia negativo: Latex: C_2 ( R_A+R_P + R_B)  - 4 C_1 C_2 (R_A+R_P) R_B < 0 ~~\rightarrow~~ \\\\ ~~\rightarrow~~\left(\dfrac{C_2}{C_1}\right) <  \dfrac{ 4 (R_A + R_P)R_B}{(R_A + R_P + R_B)^2} In tal caso, la sua frequenza di taglio vale: Latex: f_t = \dfrac{1}{2 \pi \sqrt{(R_A+R_P) R_B C_1 C_2}}

Per dimensionare i componenti del filtro, possiamo utilizzare l'espressione della sua frequenza di taglio. Quando il potenziometro è alla fine o all'inizio della corsa si avranno rispettivamente RP = Rtot, dove Rtot è la resistenza totale del potenziometro, oppure RP = 0 Ω. In questi due casi si otterranno le frequenze limite f0 = 20 Hz e f1 = 200 Hz. La formula della frequenza di taglio si riduce a: Latex: R_P = R_{tot} ~ \rightarrow ~ f_0 = \dfrac{1}{2 \pi \sqrt{R_B(R_A+R_{tot}) C_1 C_2}} Latex: R_P = 0 ~\rightarrow~ f_1 = \dfrac{1}{2 \pi \sqrt{R_A R_B C_1 C_2}} Sostituendo le frequenze limite e risolvendo un sistema contenente le due precedenti equazioni, otteniamo: Latex: \begin{cases} R_B ~=~ \dfrac{1}{160000 \pi^2 C_1 C_2 R_A} \\\\ {R_{tot} ~=~ 99 R_A}\end{cases}

Infine, si può ottenere un'altra condizione di progetto dall'espressione del fattore di qualità. Infatti se la funzione di trasferimento ha poli complessi coniugati, può essere presente un picco di risonanza in corrispondenza della frequenza di taglio. Per eliminare tale picco, il fattore di qualità Q del filtro deve essere limitato: Latex: \dfrac{1}{2} < Q < \dfrac{1}{\sqrt{2}} ~~ \rightarrow ~~ \\\\ ~~ \rightarrow ~~ \dfrac{1}{2} < \dfrac{\sqrt{C_1C_2(R_A+R_P)R_B}}{C_2(R_A+R_P)+C_2R_B} < \dfrac{1}{\sqrt{2}}

5.2 - Scelta grafica dei valori dei componenti

Riassumiamo le condizioni imposte finora: Latex: \begin{cases} 
 R_B ~=~ \dfrac{1}{160000 \pi^2 C_1 C_2 R_A} \\\\[1em]
%{R_{tot} ~=~ 99 R_A} \\\\[1em]
 \left(\dfrac{C_2}{C_1}\right) <  \dfrac{ 4 (R_A + R_P)R_B}{(R_A + R_P + R_B)^2} \\\\[1em] %Denominatore comune
 \dfrac{1}{2} < \dfrac{\sqrt{C_1C_2(R_A+R_P)R_B}}{C_2(R_A+R_P)+C_2R_B} < \dfrac{1}{\sqrt{2}} \\\\[1em] %Fattore qualità
\end{cases} In ordine, sono l'equazioni ottenuta a partire dalle frequenze di taglio minima e massima, la condizione sul determinante per avere poli complessi coniugati e la condizione sul fattore di qualità per non avere picchi di risonanza.

La prima equazione delle tre sopra indicate contiene tutti i componenti di cui calcolare i valori. Per poterli scegliere in maniera rapida e intuitiva la curva è stata disegnata graficamente, ponendo come parametri C1 e C2, come variabile indipendente RA e come variabile dipendente RB. Sullo stesso grafico sono state colorate di verde e giallo le aree nelle quali è verificata la prima disequazione, relativa al determinante negativo; le aree colorate solo in verde corrispondono invece ai valori per i quali la seconda disequazione, relativa al fattore di qualità limitato, è vera. Le due disequazioni sono valutate supponendo che il potenziometro assuma il suo massimo valore, ovvero che RP = Rtot = 99RA. Il grafico, realizzato con Derive 6, è mostrato nella figura seguente, per C1 = 4.7µF e C2 = 100nF:

Grafico di progetto Figura 8: Grafico realizzato in fase di progetto per la scelta dei componenti del filtro.
Impostando i valori parametrici di C1 e C2 è possibile tracciare la curva e leggere su di essa i valori di RA e RB, mantenendosi all'interno dell'area colorata verde (dove, cioè, sono rispettate entrambe le disequazioni). I valori ottenuti sono così RA = 1.2 KΩ, RB = 1.2KΩ, Rtot = 120 KΩ.

Bibliografia e ulteriori letture

  1. Cella Sallen-Key
  2. Filtro passa basso passivo per subwoofer
  3. Standard europeo Eurocard
  4. Visual Analyser
  5. LTSpice

Commenti

#422 - AnonimoSito 2017-02-15 19:14:29

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#105 - yddu 2015-11-29 12:21:51

Buongiorno Ho realizzato il suo circuito inserendo però una secondo RZ con annesso condensatore in modo da poter sommare i due canali, però purtroppo verifico una notevole distorsione in uscita all'amplificatore finale, dettaglio che non accade quando collego la stessa sorgente sonora direttamente all'amplificatore finale senza passare per il filtro. Quale potrebbe essere il problema? Grazie Fabrizio
#47 - Raffaello 2015-01-08 18:44:46

Salve.
Sono un ragazzo e di elettronica ne so ben poco (qualcosa sulle resistenze e qualcosa sui condensatori). Per quanto sia ben fatto l'articolo la mia ignotanza mi porta a una domanda. Questo circuito amplifica anche? Cioè è una sorta di pre-amplificatore+ filtro? Grazie
#48 - Anonimo 2014-10-08 15:53:27

Perché se collego su vin il mio amplificatore e su vout un altoparlane il volume e basso?
#49 - Massimo Grieco 2014-10-01 17:53:21

Salve e complimenti!

Il progetto è proprio quello che sto cercando in quanto voglio biamplificare l'impianto ma il mio ampli non ha la divisione pre/fin ma solo l'uscita "pre out".

Detto questo vengo alle domande.

1)Ho visto la curva della risposta in frequenza per taglio a 200 hz. e dall'andamento fortemente risonante sembra che a tale frequenza sia sconsigliabile usarlo. io dovrei usarlo per un taglio tra i 40 e i 70 hz. com'è l'andamento a tali frequenze di taglio?

2) Per quanto riguara il grafico resistenza/frequenza (credo sia il "rp 120 k", per evitare l'estrema grossolanità della regolazione a frequenze maggiori, non sarebbe possibile sostituirlo con un potenziometro logaritmico?

3) ...ovviamente per realizzare un circuito "stereo" debbo costruirne due, giusto?

4) Letta la domanda sui condensatori al tantalio, qualche altro consiglio per migliorare il tutto? Rumore... dinamica...


5) Grazie in ogni caso.


Massimo
#50 - Marco 2014-08-22 15:01:39

Ciao, per l'antibump se ne trovano in rete di già fatti, altrimenti non è altro che un circuito ritardatore che ritarda l'alimentazione del woofer... si può fare con un NE555.
Alcuni in vendita hanno anche il circuito di soft-off per evitare che bumpi allo spegnimento.

Ciao
Marco
#51 - Mauro56 2014-07-15 10:02:02

Ho realizzato il circuito su breadboard: funziona, ma come passa-banda, non come passa-basso ! possibile ?
#52 - ElectroIMCSito 2013-12-05 12:13:19

Ciao, probabilmente intendevi SL3. Rappresenta il connettore di alimentazione che fisicamente dovrai saldare sulla scheda. Immagina che il piedino 'GND' del connettore sia collegato a tutti i 'GND' presenti nello schema, e il piedino '+12V' sia collegato a tutti i piedini '+12V' dello schema. Di solito si usa questa convenzione per evitare di complicare lo schema con molte connessioni.

Riguardo all'alimentazione, ricorda anche che i due operazionali IC1A e IC1B sono fisicamente inclusi in un unico circuito integrato LM358N. Infatti nello schema solo IC1A è collegato all'alimentazione, dato che fornisce anche a IC1B l'alimentazione.
#53 - Anonimo 2013-12-05 11:45:28

buongiorno a tutti .... avrei un piccolissimo dubbio nello schema elettrico LS3 cosa rappresenta???
#54 - ElectroIMCSito 2013-06-25 09:13:44

Ciao! Grazie del commento!
Il secondo LM358 prende la stessa alimentazione del primo, perchè in un circuito integrato ce ne sono due, come puoi leggere sul datasheet e vedere dal disegno del circuito fisico alla fine dell'articolo.

Ho scelto di usare un'alimentazione singola perchè è molto facile da realizzare (bastano una batteria o un piccolo alimentatore casalingo di recupero); al contrario, l'alimentazione duale c'è praticamente solo negli amplificatori. Inoltre non è buona pratica collegare circuiti con segnali di bassa potenza (come questo) alla stessa alimentazione dell'amplificatore di potenza. In ogni caso, visto che consuma poco, puoi sempre collegarlo a un solo ramo dell'alimentazione duale (anche se non è proprio un bel lavoro).
#55 - Anonimo 2013-06-24 23:33:30

nel secondo circuito in cascata l integrato lm358n prende la stessa alimentazione di quello messo sopra?un altra domanda ma non era mejo farlo con un alimentazione duale dato che tutti gli amplificatori la usano?
#56 - ElectroIMCSito 2013-05-17 20:29:58

Ciao, grazie per le domande. Spero di esserti utile:

1) In linea teorica può funzionare anche a 5 volt, ma non ne sono sicuro al 100%; tuttavia il volume del segnale in ingresso deve essere di tipo "line", ovvero massimo 1.5 Volt. In sostanza, sono i livelli di uscita di qualsiasi lettore mp3, computer, ecc. Per cui sì, penso che vadano bene 5 volt. E' meglio non scendere al di sotto.

2) Non è in vendita; per costruirlo, devi procurarti il gli strumenti per l'hobbistica elettronica (saltatore, stagno, multimetro, ecc) e puoi comprare i componenti sciolti (resistenze, transistor, ecc) in un negozietto di elettronica, oppure sui siti dedicati come RS Elettronica. La spesa sarà intorno ai 10 euro al massimo. E poi occorre tanta pazienza per saldare e testare tutto.

3) Si può riprogettare il filtro per frequenze più basse (guarda nella sezione "Il filtro"). I conti sono un po complicati, ma non impossibili. Purtroppo non ho tempo di farlo in questo periodo.

Scrivici pure se hai altre domande! Ciao!
#57 - anonimo 2013-05-11 10:12:15

Premetto che non sono un tecnico di elettronica, chiedo:
1)è possibile modificare il circuito con alimentazione a 5 volt?
2) questo circuito è in commercio ?
3) è possibile restrinfere il campo di filtraggio tra 0,2 e 40 hz?
grazie
#58 - ElectroIMCSito 2013-03-21 11:40:54

Ciao! Ti confermo che il condensatore è da 4.7uF. Il tipo più comune per questi valori di capacità è quello elettrolitico; tali condensatori sono economici, ma presentano un alto livello di rumore e un'alta resistenza e induttanze internae parassite.

In alternativa, puoi cercare dei condensatori al tantalio, che di solito sono piccoli (paragonabili ai ceramici) e molto colorati (rosso, blu, ecc). Purtroppo costano un po di più degli elettrolitici, e si trovano valori solo fino a qualche decina di microfarad (uF). Stai molto attento alla polarità e alla tensione massima: si rompono se li colleghi al contrario o se la loro tensione massima è troppo bassa.

Ammetto comunque che la foto del circuito è un po fuorviante, visto che sembrano ceramici... la correggerò non appena avrò tempo! Grazie per la segnalazione!

Ciao! :)
#59 - Anonimo 2013-03-21 10:27:57

Nello schema hai messo c1 elettrolitico nentre nella basetta sembra un ceramico. Puoi specificare se è meglio elettrolitico o ceramico e se il valore nel caso di ceramico è 47nf. Grazie
#60 - ElectroIMCSito 2012-09-03 10:38:00

Ciao, penso che ti riferissi al fatto che i numeri dei pin dei connettori di ingresso (SL1) e uscita (SL2) fossero scambiati per errore nel circuito. Ora ho corretto lo schema.
Comunque, il segnale (il cavo centrale) va collegato al condensatore CP1 in ingresso, e prelevato dal condensatore CP2 in uscita.
#61 - Anonimo 2012-08-18 09:50:12

salve,
ottimo lavoro, ma una domanda : perche Vin è a massa in entrata e Vout no? ovvero nel collegare l'rca il segnale (il filo interno) non deve essere collegato a massa ma a sl1 in entrata e vout in uscita
#62 - Anonimo 2012-08-17 14:32:28

qualcuno potrebbe gentilmente passarmi lo schema del pcb all'email dario_dp@live.it?
#63 - ElectroIMCSito 2012-07-18 10:25:22

Ciao! In effetti i condensatori da 4.7uF sono spesso elettrolitici. Ho corretto lo schema, puoi guardare lì l'orientamento.
#64 - Anonimo 2012-07-09 17:15:51

ciao!
il condensatore da 4.7 uf io l ho preso elettrolitico ma non capisco come collegarlo
cioè il positivo dove lo collego e il negativo dove lo collego?
#65 - ElectroIMCSito 2012-06-01 18:32:22

Ciao! Grazie mille per la segnalazione! E' un errore di battitura, la frequenza massima è 200 Hz... l'ho corretto :-)
#66 - Mirco 2012-06-01 17:56:54

Ciao, complimenti per l'articolo, pero' scusa, ma volevo farti notare, che nell'introduzione hai scritto che e' regolabile da 20Hz a 200KHz..., non e' un po' troppo? :-)

Buona serata
Mirco
#67 - ElectroIMCSito 2012-04-05 00:48:25

Ciao!

Rp può essere sia un potenziometro che un trimmer, è indifferente (entrambi sono resistori variabili, cambiano solo forma e potenza massima). Serve a regolare la frequenza di taglio del filtro, tra 20 Hz e 200 Hz. Non influisce invece sul volume del segnale in uscita.

Potresti utilizzare quanche circuitino anti-bump (ce ne sono molti in rete, piuttosto semplici), o spegnere per primo il subwoofer (io faccio così).

Scrivimi pure ancora se non sono stato chiaro!
#68 - nestisalvatore 2012-03-19 21:43:03

ho provato ad assemblare il circuito,ma non capisco come far funzionare RP da 120k, è un potenziometro vero? o un trimmer? e soprattutto come eliminare il fastidioso bump che si udisce quando si sconnette dalla batteria?

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